SCRIVERE UN ANNUNCIO FACEBOOK CON IL GIUSTO COPYWRITE

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Partiamo dal presupposto che per controllare i propri Ads (gli annunci), le parti in causa sono molte, possiamo fare un elenco di ciò a cui si deve pensare e di cui si deve tenere conto:

  • Il budget
    • La spese che abbiamo deciso di dedicare alla pubblicità
  • Il target
    • Il pubblico al quale ci rivolgiamo
  • La creatività testuale
    • Il copy write
  • La creatività visuale
    • Le immagini ed i video
  • Un A/B Test per vedere le performance iniziali
    • Solo se ne siete capaci e se ne avete la reale necessità
  • Il pixel o comunque il TAG per il tracking delle attività sulle pagine
    • come crearlo, dove metterlo e come controllarlo
  • Gli insights
    • ottimo strumento per capire target e numeri

Ci siamo appena resti conto di quanti sono gli elementi in gioco per avere un ritorno, un guadagna, dai nostri annunci.

Vediamo di divider l’approccio alle Ads in 3 settori, in modo da darvi uno schema che vi possa aiutare a capire come fare per partire con le Ads di Facebook (ma non solo, lo schema vale per le Ads in generale) senza perdervi d’animo:

La prima regola è quella di non perdere di vista lo schema generale della nostra strategia di marketing, evitando quindi di focalizzarci sul come migliorare solo un singolo canale o una singola parte di esso, praticamente, non perdiamoci nei tecnicismi che non serve.

Detto questo, lo schema è semplice:

  • CONSAPEVOLEZZA
    • Parte iniziale
  • CONSIDERAZIONE
    • Parte in mezzo
  • CONVERSIONE
    • Parte finale

Ovviamente tutte e tre le fasi hanno la stessa importanza e sono strettamente dipendenti l’una dall’altra.

Partiamo col dire che spesso le aziende focalizzazione la pubblicità con lo scopo di vendere il prodotto, ma siamo veramente sicuri che quello sia il tipo di conversione necessario alla pubblicità. Potrebbe essere più efficace ad esempio creare una campagna pubblicitaria che ha come call to action il far andare in negozio i clienti, i quali ovviamente, una volta, li, compreranno. Ecco che la conversione voluta dall’annuncio, in questo caso, non era vendere direttamente ma invogliare il cliente potenziale a compiere un’azione che a sua volta sarebbe terminata nell’azione finale del comprare un prodotto, magari anche più costoso di presente nella pubblicità. Con questo voglio dire quindi che LA PERCEZIONE DEL CLIENTE riguardo una specifica campagna di marketing è importante, perché non farsi percepire come venditori, vi pone innanzitutto fuori dalla mischia, e questa è una sensazione che viene recepita positivamente dal cliente, va da se che poi la pubblicità deve perseguire il suo scopo ed essere efficace e quindi portare all’obiettivo finale che è quello di far acquistare qualcosa al cliente potenziale che la vede.

CONSAPEVOLEZZA

Sostanzialmente stiamo parlando di creare appunto CONSAPEVOLEZZA nel cliente, una consapevolezza con la quale l’azienda costruisce il rapporto di fiducia con il cliente. Ovvio, per farlo ci vuole del tempo, quindi non sempre è la scelta migliore ma ricordatevi che quanto vi sto dicendo serve a farvi capire che avete a disposizione un AMPIO ventaglio di scelte per quanto riguarda l’obiettivo delle vostre campagne pubblicitarie.

Esempio pratico, se avete un competitor famoso, la gente conosce lui e non voi, anche se avete prodotti ugualmente buoni e con prezzi ugualmente competitivi. Ecco quindi che una campagna pubblicitaria tesa ad educare il cliente sui vostri prodotti, darà come risultato anche l’accrescimento del vostro brand e quindi della consapevolezza che esistete anche voi e che siete una valida alternativa.

Un esempio per creare consapevolezza potrebbe essere quello di fare video da caricare su Youtube o sulla nostra pagina Facebook, anche senza fare sponsorizzate (il nome in gergo degli annunci Facebook), in questo modo il budget sarebbe veramente basso ma il risultato sarebbe veramente soddisfacente. Tra l’altro, si avrebbe anche un effetto secondario rappresentato dal passaparola tra le persone che vedono i vostri video. È ovvio che i video dovranno essere tanti, costanti e con dei contenuti interessanti, visto che la regola di creare curiosità e poi intrattenere, resta sempre valida.

Se poi volete fare anche dei post su Facebook, mi raccomando non fate delle banali sponsorizzate. Create dei post e poi sponsorizzate i post, in questo modo, una volta spenta la campagna, il post resterà comunque attivo sulla vostra pagina (cosa che non avviene se fate una sponsorizzata secca, una volta spenta la campagna, quella sponsorizzata non è più visibile), tra l’altro, fare un annuncio usando un post esistente, da la possibilità al posto di ricevere like e condivisioni e sappiamo tutti che un post con tanti like, commenti e condivisioni viene visto sempre meglio rispetto ad una sponsorizzata che invece riparte sempre da zero. Potremmo definirli come dei POST ORGANICI SPONSORIZZATI, perché li creiamo senza utilizzare Ad Manager, girano gratuitamente sulla pagina ma li utilizziamo anche come sponsorizzate a pagamento.

Post del genere quindi, non avranno lo scopo diretto di vendere ma di EDUCARE il cliente a vedere il vostro brand e capire i vostri prodotti, quindi se ne devono fare molti (senza esagerare) e non necessariamente vanno tutti sponsorizzati.

Ricordate che un buon lavoro di consapevolezza, porta clienti sulla vostra pagina Facebook e più follower avete e più pubblicità gratuita potete fare sulla vostra pagina perché i vostri followers la visiteranno ed andranno sicuramente a vederli.

Da qui il fatto che alcuni post possono anche esser un po’ OFF TOPIC, fuori contesto, magari post divertenti, dove fate vedere anche gli altri lati di voi, se siete imprenditori indipendenti, o dell’azienda in generale se siete in più persone.

CONSIDERAZIONE:

Questa è la seconda fase, quella in cui il cliente vi conosce e quindi è CONSAPEVOLE della vostra esistenza, ma ha un problema o una necessità e sta valutando una serie di opzioni tra le quali scegliere. Ora è il momento di essere “aggressivi” e farsi avanti.

E siamo arrivati quindi al concetto di targettizzazione ovvero la corretta scelta della nostra audience, del nostro pubblico. Se fatta bene, questa selezione ci permetterà di avere conversioni maggiori, vendite maggiori ed una clientela disposta a comprare ancora, il tutto a costo inferiori ma risultati maggiori. Per farlo abbiamo bisogno del famoso PIXEL di Facebook, un codice html che funziona da Tracking Code per analizzare le persone che transitano sulle pagine del sito in cui è stato installato. Facebook lo chiama Pixel Bing ad esempio lo chiama UET, ma è sempre la stessa cosa.

Per fare in modo che il pixel funzioni bene, bisogna far girare la sponsorizzata fino ad avere almeno 100 conversioni, in questo modo avremo una base di partenza per usare le altre features di Facebook ads che sono rappresentate dalle custom audience ovvero dalla creazione di un pubblico personalizzato che non dipende dai parametri che abbiamo inserito nella maschera di targeting durante la creazione dell’annuncio ma dipende direttamente dai risultati che abbiamo ottenuto in base al traffico generato dalla persone che hanno visitato il link che abbiamo messo nella sponsorizzata. E’ un pubblico che Facebook genere in automatico ed è ovviamente ottimizzato grazie proprio al lavoro di monitoraggio fatto dal Pixel.

CONVERSIONE:

La fase critica dove trasformiamo un contatto in un cliente pagante e poi in un cliente pagante ripetuto.

Per avere risultati di conversione soddisfacente, dipendiamo da 3 cose :

  • Efficacia della targettizzazione
    • Compatibilità tra le esigenze del cliente ed il prodotto
  • Qualità dell’annuncio
    • Copy write, creatività, pertinenza
  • Comprensione dei risultati
    • Analizzare e capire i contatti ricevuti

Ricordiamoci che la conversione finale è quella della vendita, ma quella iniziale che porta a noi il cliente, potrebbe essere anche una iscrizione ad una news letter, o la visione di un video.

Chi si iscrive alla newsletter, potrebbe rivelarsi una persona che compra e quindi spende di più e più volte, di chi ha comprato direttamente un prodotto tramite la nostra sponsorizzata.

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